#LunedìFinance: Quando la Manipolazione del Mercato Mina la Fiducia nel Sistema Bancario Italiano

1 Dicembre 2025by Andrea Bertucci

Scandalo MPS: Rischio di Perdita di Fiducia nel Sistema Bancario Italiano

La settimana che si chiude il 29 novembre porta con sé una lezione per gli investitori italiani e una domanda inquietante per i regolatori: se un’operazione da 13,5 miliardi di euro può procedere attraverso condotte idonee a manipolare concretamente i prezzi delle azioni, quale è veramente il livello di vigilanza del nostro mercato finanziario? Mentre il FTSE MIB chiude con un rialzo moderato del +1,63% settimanale a 43.357 punti, il FTSE Italia Banche racconta una storia ben diversa: +2,97% ma con una volatilità sottostante che rivela fragilità strutturali. L’indice settoriale tocca un massimo annuale di 32.473,08 punti ad agosto, ma è sceso a 31.829,73 punti a fine novembre—una perdita di 643 punti (-1,98%) dal picco estivo, segnale di un deterioramento graduale della fiducia nel credito italiano.

L’Indagine Penale: Manipolazione del Mercato, Non Solo Aggiotaggio

I fatti

Giovedì 27 novembre, la Procura di Milano ha scosso i fondamenti del mercato finanziario italiano con un’accusa che va ben oltre il semplice “patto occulto”. Luigi Lovaglio (AD di MPS), Francesco Milleri (presidente di Delfin e Luxottica) e Francesco Caltagirone sono indagati per aggiotaggio, ostacolo alle autorità di vigilanza, ma soprattutto per manipolazione del mercato ex articolo 185 del TUF.​

Il decreto di perquisizione e sequestro dei magistrati milanesi contiene una frase che definisce la portata della violazione: L’acquisizione del controllo di Mediobanca è stata realizzata attraverso condotte idonee a manipolare concretamente il prezzo delle azioni di Mediobanca. Questo non è una questione di trasparenza insufficiente o di mancata comunicazione alle autorità. È un’operazione ipoteticamente progettata strutturalmente per muovere i prezzi e per ingannare il mercato. La manipolazione del mercato integra il reato più grave nell’ecosistema finanziario: attacca il cuore dell’ordine dei prezzi.

L’operazione di acquisizione del controllo di Mediobanca da parte di MPS è stata completata a settembre 2025, ma la perquisizione di giovedì ha rivelato che il coordinamento tra i tre indagati era già in atto almeno dal giugno 2025. Il titolo MPS, che chiude a 8,153€, è crollato del -3,09% nella settimana, perdendo il -2,12% solo venerdì quando l’inchiesta è diventata pubblica. Mediobanca, dal canto suo, scende del -4,02% settimanale, intrappolata in una dinamica dove il controllo dell’86,3% detenuto da MPS potrebbe essere soggetto a revoca ordinata dai magistrati.​

Il Coinvolgimento Istituzionale: Il Ruolo del MEF nell’Operazione

Ma la vicenda acquisisce una dimensione ancora più preoccupante quando si legge il decreto dei magistrati, che cita con precisione una telefonata del 17 giugno 2025 tra Stefano Di Stefano (direttore generale delle Partecipazioni del MEF e consigliere di BMPS) e Alessandro Tonetti (vicedirettore generale di CDP). La conversazione rivela disappunto verso Mediobanca:

Mediobanca sta facendo di tutto per contrattare… per salvare il posto al suo amministratore delegato… è un approccio molto antigovernativo… Non è che litighi soltanto col Tesoro, litighi con tutta la galassia!

Per i magistrati milanesi, quella telefonata dimostra il disappunto del governo nei confronti della mossa difensiva di Mediobanca rispetto all’OPA ostile di MPS. In altre parole: emerge un ruolo del MEF nell’operazione, smentito con forza da via XX Settembre.

Nel decreto compaiono anche riferimenti a Francesco Soro, direttore generale dell’Economia del MEF dal maggio 2025, il quale in una relazione alla Consob ha negato contatti con gli investitori che acquisirono partecipazioni mediante la procedura ABB (dismissione del 15% di MPS nel novembre 2024 acquisito da Delfin, gruppo Caltagirone, BPM e Anima). I magistrati pongono questa relazione in “contrasto” con le risultanze investigative, suggerendo che il racconto del MEF non coincide con la realtà probatoria.

Lo Spettro Politico: Indagine Conoscitiva Richiesta

Le opposizioni hanno già chiesto un’indagine conoscitiva sul ruolo del MEF nell’operazione MPS-Mediobanca. La domanda non è accademica: se il governo ha coordinato l’acquisizione, allora l’operazione è stata una decisione politica (legittima in uno stato democratico) o un’operazione di mercato guidata da logiche finanziarie? La confusione tra questi due livelli—quello politico-istituzionale e quello di mercato—è il vero rischio sistemico.

Lunedì 1° dicembre, gli indici PMI manifatturiero italiano, eurozone e USA forniranno il primo segnale di contrazione economica. Parallelamente, Christine Lagarde terrà discorsi critici su inflazione e tassi. La BCE, pur mantenendo invariati i tassi di interesse al 2,15%, ha chiaramente segnalato che il “processo disinflazionistico è finito”. Niente più tagli ai tassi se l’inflazione rimane attorno al 2% o sale. Un fattore che peggiora il costo della raccolta per le banche italiane.​

Le conseguenze

Fiducia nei Mercati Compromessa

Il danno reputazionale non è circoscritto a MPS o Mediobanca. È il sistema intero che dovrebbe subire uno shock di fiducia. Se un’operazione di consolidamento bancario strategico può procedere attraverso manipolazione concertata dei prezzi, e se il MEF—il proprietario residuale di MPS—risulta coinvolto in conversazioni che mostrano disappunto verso la resistenza di Mediobanca, allora quale è il valore dell’indipendenza della governance bancaria in Italia?

Il FTSE Italia Banche è in calo del -1,81% nel mese, ma il contesto è ancora più allarmante: l’indice è passato da un massimo di 32.473,08 punti ad agosto a 31.829,73 punti a fine novembre—una perdita di 643 punti (-1,98%) che riflette un deterioramento costante della fiducia. Anche se non è ancora in crisi acuta (il CET1 ratio dell’eurozona rimane robusto al 16,0%), la volatilità sottostante suggerisce che gli investitori stanno rivalutando il rischio reputazionale e operativo del settore.​

La Commissione Europea ha intanto dimezzato le stime di crescita italiana per il 2025 da +0,7% a +0,4%, il peggiore risultato tra i Paesi UE. Questo crea un meccanismo di retroazione dove una crescita economica debole comprimerebbe i margini bancari, mentre il debito pubblico italiano salirà al 136,4% del PIL a fine 2025. Le banche italiane detengono il 26% dei loro portafogli in BTP, creando una spirale dove il rischio sovrano si trasmette direttamente al rischio bancario.​

I Rischi Nascosti

I veri rischi che rimangono nascosti negli angoli della situazione sono quattro:

  1. Accelerazione delle indagini: Se i magistrati amplifichino le inchieste verso altri attori (Consob, Banca d’Italia, MEF), potrebbe essere imposto un ordine di annullamento dell’operazione con rimborsi coatti agli azionisti.

  2. Contagio reputazionale: Se il MEF risultasse formalmente coinvolto, il rischio sovrano italiano potrebbe deteriorarsi rapidamente, con effetti sui tassi dei BTP.

  3. Rallentamento dell’economia: Con la crescita italiana già ai minimi, qualsiasi ulteriore shock potrebbe innescare una recessione tecnica che comprimerebbe ulteriormente i margini bancari.

  4. Perdita di fiducia nelle istituzioni di vigilanza: La domanda cruciale: perché Consob, Banca d’Italia e BCE non hanno intercettato questi movimenti coordinati durante l’operazione?

Conclusione: La Fiducia è la Valuta Più Rara

La settimana che chiude novembre ha confermato che il consolidamento bancario italiano, pur necessario, ha proceduto attraverso meccanismi opachi e potenzialmente illegittimi. Non è paranoia, è realtà giudiziaria. Gli investitori che hanno sottovalutato i rischi operativi e reputazionali del settore bancario italiano dovranno ora affrontare una rivalutazione dolorosa.

Il FTSE MIB potrà proseguire in rialzo nel breve termine, ma il FTSE Italia Banche rimane sotto pressione, scendendo dal massimo annuale di agosto verso livelli che riflettono l’incertezza. La fiducia, la valuta più rara nei mercati finanziari, è stata compromessa. Fino a quando i magistrati e le autorità di vigilanza non forniranno risposte chiare, il settore bancario italiano rimane un investimento ad alto rischio sistemico.

Per la prossima settimana: vigilanza massima sui PMI manifatturiero, discorso Lagarde, e sviluppi dell’inchiesta MPS-Mediobanca. Il mercato attende risposte concrete su come verranno rinforzate le procedure di vigilanza sulle operazioni straordinarie.

 

Andrea Bertucci

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