Quando il Risk Manager Vede il Rischio Futuro: La Storia del Settimanale che si è Salvato

18 Dicembre 2025by Andrea Bertucci

Quando il Risk Manager Vede il Rischio Futuro: La Storia del Settimanale che si è Salvato

Nel 2008, un settimanale di provincia con trent’anni di storia era un’istituzione locale. I suoi editoriali sarcastici e satirici su politica e problemi sociali lo avevano reso un punto di riferimento per chi voleva leggere notizie con uno sguardo critico e ironico.

La struttura economica era semplice ma efficace:

  • Vendita di copie cartacee in edicola ed abbonamenti

  • Spazi pubblicitari sul settimanale stampato

  • Nessun sussidio pubblico, nessun finanziamento esterno

Era un modello che funzionava da decenni. Ma fu in quel momento che un consulente di risk management fece un’osservazione che all’epoca sembrò visionaria. Guardando il panorama di internet in Italia, notò che pochissimi settimanali avevano una vera presenza online. Identificò un rischio strategico sottile: le piattaforme digitali stavano diventando sempre più centrali nella vita delle persone, e l’informazione gratuita avrebbe presto saturato il mercato. Non era una minaccia immediata, ma era sicuramente all’orizzonte.

Il Piano del Risk Manager: Una Transizione Strategica Anticipata

Piuttosto che aspettare la crisi, il consulente risk manager propose un piano di trasformazione graduale e consapevole. Non era un radicale “saltare al digitale”, ma un processo di costruzione di canali alternativi al modello cartaceo tradizionale.

L’obiettivo della gestione del rischio era duplice:

  1. Creare nuove fonti di ricavo diversificate

  2. Proteggere l’azienda dai rischi di una dipendenza totale dalla stampa cartacea

Senza questa consulenza di risk management anticipata, l’azienda avrebbe ignorato il pericolo fino al collasso.

2010: L’Archivio Digitale e le Fondamenta Online

Il primo passo fu creare un sito web che fungesse da archivio storico. Tutti gli articoli e gli editoriali pubblicati negli ultimi vent’anni vennero digitalizzati e caricati online.

Non era una fonte di ricavo diretto, ma aveva uno scopo strategico fondamentale:

  • Creare una base di contenuti unica e di valore

  • Posizionare il settimanale come autorità locale online

  • Costruire un asset digitale duraturo

Il settimanale non era più solo ciò che vendevi ogni settimana in edicola, ma era anche tutta la sua storia editoriale, consultabile online. Questo archivio diventò un asset strategico cruciale per la sopravvivenza futura.

2011-2012: La Diversificazione dei Ricavi con Pubblicità Online

Nel 2011-2012, il risk manager guidò l’implementazione di spazi pubblicitari sul sito. Non era un cambio radicale – gli inserzionisti erano gli stessi che pubblicavano sul cartaceo, ma ora potevano raggiungere il pubblico anche online tramite inserzioni ed immagini inserite da tecnici diretti dalla sede editoriale.

I ricavi erano modesti (circa il 10% del totale), ma il settimanale stava già diversificando le fonti di guadagno. Mentre il cartaceo rimaneva il 90% dei ricavi, il sito iniziava a generare entrate alternative. Era il primo passo di una strategia di mitigazione del rischio ben pensata.

2013: Il Sistema di Abbonamento Premium – La Mossa Decisiva

Nel 2013, il risk manager implementò il colpo più importante della strategia di gestione dei rischi: un sistema di abbonamento digitale premium.

Gli utenti potevano pagare un abbonamento mensile per:

  • Accedere all’ultimo numero del settimanale prima della distribuzione in edicola (edizione digitale in anteprima)

  • Navigare un motore di ricerca avanzato sull’intero archivio di vent’anni di editoriali

  • Leggere senza essere disturbati dalla pubblicità

Questo abbonamento non attirava grandi masse di utenti – la base rimaneva ancora prevalentemente cartacea – ma gli abbonati erano lettori paganti fedeli. Ogni mese, un numero crescente di lettori sceglieva di pagare per accedere ai contenuti in anticipo e senza pubblicità. Era un segnale chiaro che il modello di abbonamento poteva funzionare.

La consulenza strategica aveva creato una base di ricavi ricorrenti, meno volatile della pubblicità tradizionale.

2015: La Crisi Prevista – Quando il Risk Manager Aveva RagioneRisk manager che anticipa i rischi digitali salvando un settimanale locale dalla crisi - consulenza risk management Doctorbiz.it

Nel 2015, accadde esattamente quello che il risk manager aveva previsto nel 2008. Una pagina Facebook anonima iniziò a pubblicare e commentare con il medesimo tono gli eventi locali settimanali – in forma più breve, più divertente, perfetta per il feed social.

Il contenuto gratuito era:

  • Raggiungibile con un click

  • Condivisibile istantaneamente

  • Accessibile senza pagamento

Non era il settimanale stesso, ma era abbastanza simile da catturare l’attenzione. Molti dei follower erano anche abbonati al settimanale, questo per i clienti voleva dire poco, ma rappresentava un indizio verso il quale il prodotto “follow su facebook” avrebbe piano piano sostituito l’abbonamento al quotidiano.

Nel giro di due anni, dal 2015 al 2017, le vendite delle copie cartacee crollarono del 60% secondo l’istat. I ricavi pubblicitari sulla stampa subirono lo stesso crollo.

Sarebbe stata una catastrofe aziendale per qualsiasi impresa impreparata. Ma grazie al piano anticipato del risk manager, il settimanale era già pronto.

2015: I Profili Social Ufficiali – La Contromossa Strategica

Nel 2015, non appena la pagina anonima iniziò a guadagnare follower, il settimanale lanciò i propri profili social ufficiali. Non era una reazione disperata – il consulente aziendale specializzato in risk management aveva già previsto questo scenario anni prima.

I profili social replicavano gli editoriali del settimanale, pubblicati settimanalmente e rimandavano sul sito la lettura completa. Era una contromossa strategica consapevole: se qualcuno doveva trarre valore dai contenuti online, che fosse il settimanale stesso, controllando il messaggio e costruendo una comunità fedele.

I profili social iniziarono a costruire una comunità crescente e impegnata. I lettori non compravano più copie cartacee, ma seguivano il settimanale su Facebook, Instagram e Twitter. Era un cambio di canale, non una perdita di audience – grazie alla visione strategica del risk manager. Tuttavia, il calo del fatturato rimanne, le spese di stampa, distribuzione e vendita, assorbivano una parte importante del fatturato.

2016-2017: La Monetizzazione Intelligente con Spazi Dinamici

Nel 2016-2017, il risk manager implementò l’ultimo pezzo del puzzle: spazi pubblicitari dinamici sul sito, simili a Google Adsense.

Questi spazi avevano caratteristiche strategiche:

  • Adattamento automatico agli interessi degli utenti

  • Targeting intelligente degli inserzionisti

  • Forma di monetizzazione meno intrusiva rispetto alla pubblicità tradizionale

Non era pubblicità invasiva come nel cartaceo tradizionale, ma una forma di monetizzazione più intelligente e meno invasiva. Combinato con gli abbonamenti digitali e gli spazi pubblicitari diretti, il sito ora generava ricavi significativi e diversificati.

La Transizione Completa: Quando la Strategia Diventa Realtà

Quando la stampa cartacea divenne economicamente insostenibile, il settimanale non necessitava di una trasformazione traumatica e improvvisa. Aveva già costruito alternative solide durante i sette anni precedenti.

I costi che potevano essere eliminati:

  • Stampa dei settimanali

  • Distribuzione logistica

  • Vendita in edicola

  • Gestione del magazzino

Sì, i ricavi complessivi scesero. Ma i costi operativi crollarono ancora di più – una riduzione dell’80% rispetto al modello cartaceo tradizionale. Con lettori dimezzati ma spese tagliate drammaticamente, i margini rimasero positivi e sostenibili. Inoltre la rete permetteva di distribuire il settimanale potenzialmente in tutto il mondo e non alla sola rete di distribuzione locale del cartaceo.

Le nuove fonti di ricavo, costruite strategicamente dal risk manager consulente:

  • Abbonati digitali (piccoli di numero ma stabili e prevedibili)

  • Profili social (raggiungevano migliaia di persone, costruendo audience)

  • Pubblicità diretta sul sito (dai vecchi inserzionisti in transizione)

  • Spazi dinamici Adsense (ricavi automatici e ricorrenti)

Non era il boom dei vecchi giorni, ma era sostenibilità aziendale autentica.

Il Valore Reale della Consulenza in Risk Management

La lezione fondamentale di questa storia è che il risk manager non è colui che risolve le crisi quando accadono. È colui che le vede arrivare e propone dei metodi di trattamento prima che diventino emergenze.

Nel 2008, nessuno percepiva il pericolo di internet e dei social media. Nel 2015, il pericolo era palese e la crisi era già in atto. Ma grazie a sette anni di investimenti strategici guidati dal consulente specializzato in gestione dei rischi, il settimanale aveva già nuove gambe su cui stare in piedi.

Senza quel risk manager che guardava oltre l’orizzonte nel 2008, il settimanale avrebbe subito le seguenti conseguenze:

  • Collasso improvviso quando Facebook arrivò in massa nel 2015

  • Tentativo disperato di trasformazione senza basi tecniche

  • Perdita di talenti chiave durante la crisi

  • Probabile chiusura dei battenti entro il 2017

Con lui, invece, la transizione fu graduale, consapevole e infine vincente. L’azienda si trasformò da testata cartacea pura a una versione ibrida digitale-sostenibile, con ricavi diversificati e strutturalmente più resilienti.

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Se operi in un settore tradizionale – come editoria, cartoleria, commercio al dettaglio, manufattura – i rischi di cambiamento tecnologico sono reali e attuali. Una consulenza proattiva di risk management non è un lusso, ma un’esigenza strategica.

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